Seguici su Facebook
Seguici su Twitter
 

Fondazione Cariplo fa filantropia,
da oltre vent’anni.
Non siamo una banca.
Abbiamo la passione per l’arte, la cultura, la ricerca scientifica
e il sociale.
Adesso ci concentreremo
sul sostegno ai giovani,
sul welfare di comunità e sul benessere delle persone.
Sempre insieme
alle organizzazioni non profit.
Sempre sul territorio.

facebook  twitter  youtube

Download Scheda "Fondazione Cariplo"

Dal 1991 - data della sua costituzione - ad oggi la Fondazione ha sostenuto oltre 25mila progetti realizzati da enti non profit, con erogazioni per un importo complessivo di 2,8 miliardi di euro.

Cifre ragguardevoli, che mostrano il grande impegno della Fondazione nei suoi diversi settori di intervento: ad esempio, nel 2013 all’area Servizi alla persona sono stati destinati il 41% dei contributi, all’area Arte e cultura circa il 32%, alla Ricerca Scientifica il 19% circa, all’Ambiente il 8%, più contributi destinati ad altri settori.

Una risorsa per aiutare le istituzioni sociali e civili a servire meglio la propria comunità

La Fondazione si pone come obiettivo la sussidiarietà, senza sostituirsi ad altri soggetti, pubblici o privati; al contrario, vuole essere un “soggetto anticipatore”, in grado di trovare nuove soluzioni ai problemi di cui gli altri attori sociali non possono o non riescono a farsi carico.

Il ruolo di Fondazione Cariplo è quindi quello di “corpo intermedio” della società, tra il pubblico e il privato, con la capacità di rispondere ai bisogni irrisolti.

Attualmente la Fondazione finanzia, sulla base della valutazione delle richieste pervenute, circa mille progetti all’anno, ritenuti validi e coerenti con le strategie dettate dai documenti di indirizzo che orientano tutta l’attività erogativa.

Fondazione Cariplo

Scheda Fondazione Cariplo" PDF
Banner
Gli edifici religiosi in concio d’argilla nel tessuto urbano di Monza

Nel 2013 il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano ha partecipato al bando di Fondazione Cariplo “Promuovere buone prassi di prevenzione e conservazione del patrimonio artistico e architettonico” proponendo il progetto

“Gli edifici religiosi in concio d’argilla nel tessuto urbano di Monza”

L'obiettivo principale è stato lo studio delle chiese e dei complessi architettonici eventualmente ad esse collegati, più significativi per il tessuto urbano di Monza, costruiti tra l’XI ed il XX secolo, con la tecnica costruttiva del concio in argilla cotta, ovvero del mattone, al fine di formalizzare una proposta preliminare di pianificazione degli interventi di conservazione.

All’interno del tessuto storico urbano della città di Monza occupano un posto preminente gli edifici a carattere religioso per visibilità e centralità nell’area abitata, importanza storica e artistica, utilizzazione e fruizione dei servizi prestati che sono anche di carattere culturale e sociale.

La scelta del concio in argilla cotta quale oggetto di studio del presente progetto trova giustificazione nella diffusione del materiale e della tecnica costruttiva sia di Monza, sia di tutta la Lombardia in genere; quest’area geografica, infatti, è delimitata dai fiumi Ticino, Po e Adda che per secoli hanno fornito la materia prima per la sua produzione. Il caso proposto, quindi, si prospetta come caso-studio di utilità per la pianificazione della conservazione dei beni architettonici di molti centri urbani della regione.

Trattando il tema specifico delle costruzioni in concio di argilla, sono stati presi in esame in particola, nei diversi edifici, i seguenti aspetti:

  •  la composizione materica, chimica e fisica, le dimensioni e l’aspetto del concio utilizzato nelle diverse epoche
  •  la composizione e la consistenza delle malte di giunzione
  •  la tecnica costruttiva dell’edificio ottenuta attraverso la diversa disposizione e composizione (opus) dei conci
  •  le caratteristiche architettoniche, statiche e strutturali ottenute con lo stato dell’arte dei materiali utilizzati
  •  i problemi di degrado da affaticamento e invecchiamento dei materiali
  •  i problemi di degrado dovuti a cause ambientali e antropiche
  •  i problemi di degrado dovuti ad eventi eccezionali di natura fisica o antropica
  •  l’avviamento di uno studio sistematico e monitoraggio strumentale coordinato
  •  le proposte operative di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro che possono essere applicate.

Attualmente il progetto è in corso di svolgimento. Si ringrazia vivamente Fondazione Cariplo per aver creduto e sostenuto fattivamente questa iniziativa.

Proposta di Progetto completa | Bando di Concorso "Buone Prassi" PDF

 

 

Chiesa Prepositurale Santa Maria in Strada

Facciata costruita con mattone in cotto di fornace lombarda, argilla ferrosa, dimensione del mattone cm 24 x 8 x 4; formelle e modanature per rilievi in ornato con conci in casseforme proprie, elementi stilistici architettonici quali raggere per rosone e archetti con casseforme proprie. Rivestimenti marmorei e sostituzioni anastilistiche dei secoli successivi. Elementi ad ornato in altorilievo con pasta modellata a mano.

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

Chiesa Prepositurale Santa Maria delle Grazie

La chiesa è impostata secondo lo schema conventuale dei Cappuccini con divisione interna tra aula e presbiterio attraverso un endonartece. Le cappelle laterali sono addizioni secentesche e la facciata è stata ampiamente rimaneggiata nel scolo XIX. sono presenti mattoni in laterizio di dimensioni diverse e archetti e nervature in cotto modanato.

 

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

Duomo di Monza

L’oggetto d’interesse è la differenza tra la tessitura muraria perimetrale che appartiene al secolo XVII e la tessitura originaria che si incontra in diverse murature del complesso basilicale. Le più antiche vengono stimate di epoca post Carolingia.

 

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

San Pietro Martire

Le prime notizie della chiesa risalgono al 1369, ma è molto probabile che l’edificio sia ancora più antico, essendo l’ordine domenicano documentato in Monza dall'anno 1288. L'abside viene rifatta nel 1645. Nel 1776 l'annesso convento venne soppresso. L'abside fu nuovamente modificata nel 1817 e nello stesso anno fu rimaneggiato anche il campanile. L’edificio subì ulteriori modifiche nel corso degli anni venti del XX secolo.

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

Carrobiolo

Il campanile è il reperto più antico e testimonia l’eleganza costruttiva del complesso medievale. E’ in laterizio e concio di pietra bianca faccia a vista così come in laterizio è l’intera parasta esterna del convento.

 

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

San Maurizio

L’attuale costruzione sorge sul luogo del precedente monastero di Santa Margherita, fondato dagli Umiliati nel XIII secolo e occupato dalle monache dell’ordine. Nel 1469 una nuova chiesa dedicata alle Sante Margherita e Caterina viene ad occupare il luogo dell'oratorio medievale.

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

San Rocco

I lavori iniziarono nel 1931 e la consacrazione del beato card. Ildefonso Schuster si tenne il 2 ottobre del 1937. Il progetto appartiene all’architetto Virgilio Vallot e all’ingegner Leo Sorteni che fu anche il direttore dei lavori. I costruttori furono due imprese di San Rocco: Farina e Gaslini. La chiesa è in stile romanico – lombardo, è impostata a croce latina con una sola navata connotata lateralmente da tre cappelle per parte.

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

Santa Maria degli Angeli

Originariamente edificata agli inizi del Seicento in forme barocche per volere del nobile Bartolomeo Zucchi, fu poi distrutta e ricostruita in forme neogotiche verso la fine del XIX secolo su progetto dell'architetto Spirito Maria Chiappetta.

 

Scheda tecnica informativa PDF

   
 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito